obiettivo: fotoreporter
Pablo Volta è stato un fotografo e intellettuale italiano di quella nuova corrente di idee post-liberazione, il Neorealismo: un movimento in cui Pablo si è inserito naturalmente, perché la sua volontà era sempre stata quella di raccontare una realtà autentica, senza filtri né sovrastrutture.
Si avvicinò alla tecnica della fotografia grazie a un corso tenuto dall’esercito americano, e la mise in pratica scattando le rovine di Berlino dopo i bombardamenti degli alleati. Una passione che di lì a poco divenne professione. Cominciò come fotografo freelance, documentando con foto efficaci ed essenziali gli articoli di cronaca, di politica e le terze pagine socioculturali di numerose testate editoriali del periodo, tra cui “Il Mondo” di Mario Pannunzio.
In seguito, mosso dalle problematiche sociali del tempo, Pablo raggiunse i momenti più significativi della sua carriera: dai reportage sull’entroterra della Sardegna arcaica degli anni ‘50 a quelli sull’Algeria nel suo primo anno d’indipendenza. Fino ad arrivare a Parigi, dove la sua curiosità intellettuale lo portò a ricercare, e fotografare, tutti coloro che avevano fatto della Ville Lumiére la capitale mondiale della cultura.

la complicità con ornella volta
Dopo essersi sposati nel 1954, Pablo e Ornella Volta si trasferirono a Parigi con il sogno di inseguire i loro interessi culturali, legati in particolar modo alla corrente surrealista: Ornella era da sempre affascinata da quel mondo, caratterizzato dall’insolito, dal sogno, dal fantastico.
Grazie a Sandro Volta, padre di Pablo e corrispondente estero de La Stampa da Parigi, la coppia instaurò un rapporto duraturo con la figura centrale del movimento Dada: Tristan Tzara. Fu proprio lui a introdurre Pablo e Ornella nei caffè letterari di Saint-Germain-des-Prés, permettendo loro di intrecciare i primi contatti con i protagonisti delle avanguardie. E da quegli incontri, nascevano gli scatti: i portraits sans filtres.
Durante le riprese fotografiche, dove l’obiettivo era cogliere la vera essenza dei personaggi, Ornella rivestiva un ruolo chiave: distrarre i soggetti dalla macchina con domande particolari e intriganti, così che Pablo potesse catturarli nel massimo della loro naturalezza espressiva.

